11/09/19
Governo Bellanova

«Ignoro gli insulti, ma mi valutino da ministro» Intervista a Teresa Bellanova

«Ignoro gli insulti, ma mi valutino da ministro. Il mio predecessore, Centinaio, non ha nemmeno voluto passarmi le consegne»
Intervista a Teresa Bellanova, ministra dell'Agricoltura, di Maria Teresa Meli, Corriere della Sera, 11 Settembre 2019
Ministra Teresa Bellanova com’è andato il passaggio delle consegne con Gianmarco Centinaio?
«La prima cosa che ho fatto dopo il giuramento è stata quella di cercare il mio predecessore. Una volta, due volte, tre volte. Non sono stata richiamata. Il ministro non ha voluto fare nessun passaggio di consegne. È accaduto anche per altri ministeri».
Prova imbarazzo a stare con i grillini?
«No, perché sono fermamente convinta che non avevamo alternativa rispetto alla scelta messa in campo da Salvini di andare al voto per avere una maggioranza tale da portare questo Paese fuori dall’Europa e dall’euro. È vero che con i 5 Stelle abbiamo differenze programmatiche: dobbiamo portarle a sintesi, questa è la fatica del governo. E vediamo soprattutto se riusciamo ad affrontare l’emergenza italiana che non si chiama immigrazione ma lavoro».
 
Questo non piacerà a Salvini.
Tante aziende mi chiamano perché se non c’è un flusso programmato dell’immigrazione e quindi anche della manodopera, è un problema. Ci sono terreni dove i prodotti rimangono non raccolti».
 
Intanto i braccianti immigrati continuano a morire.
«Non intendo indietreggiare di un millimetro sull’applicazione della legge sul caporalato. Che è repressione ma anche prevenzione. E il mio lavoro da domani è esattamente questo: ci sarà un tavolo di coordinamento con la ministra del Lavoro per definire le misure rispetto alla prevenzione, perché bisogna consentire alle aziende che lavorano nella legalità di andare su una piattaforma per trovare i lavoratori. Se non lo fai il caporale diventa l’ unico mezzo. Se non dai linee di trasporto che consentano alla gente di andare nei campi tu non ti liberi del caporale. Il caporalato è mafia e criminalità organizzata».
 
Lei è stata attaccata sui social.
«Io ho 61 anni, sono una donna fortunata perché faccio la ministra dell’Agricoltura. Potevo morire insieme alle mie colleghe a 15 anni in un pullmino dove erano stipate 40 persone invece di 9. Al contrario non solo ho avuto la possibilità di avere la mia vita, ma anche un figlio meraviglioso e l’opportunità di fare delle cose che incidono sulla vita degli altri. È evidente che ci sono delle cose che mi sono state negate: il diritto allo studio e il diritto all’infanzia e quindi al gioco. Ebbene, io adesso gioco con i colori, li amo perche amo la vita. E quando hai conosciuto la fatica nera tu hai il dovere, prima ancora che il diritto, di amare la vita perché devi rivalutare quello che ad altri non è stato dato».
 
Si è sentita ferita?
«Onestamente no. Non mi lascio ferire e dico con altrettanta sincerità che chi ha avuto la mia vita non può permettersi di stare lì a fare la vittima. Però mi hanno un po’ irritata perché questo Paese dovrebbe discutere di altro. Anche perché se una si iscrive a Miss Italia si mette in mostra e sa che deve essere giudicata anche per come veste, io sono stata chiamata a fare il ministro dell’Agricoltura, perciò magari se mi valutano per quello che faccio lì siamo tutti più contenti».
 
Lei è molto vicina a Renzi, si parla di una sua scissione: andrà con lui?
«È un tema che non è all’ordine del giorno in questo momento.Tutti votiamo il governo Conte. Renzi è quello che più ha lavorato perche questo Paese non cadesse in una pratica antidemocratica quindi oggi parliamo di questo. Poi, quando ci saranno fatti nuovi ne parleremo e io ancora una volta dirò con molta chiarezza da che parte sto».