10/09/19
Governo Riforme

Nuovo governo, nuove riforme istituzionali?

Da studente di Giurisprudenza ho guardato con molto interesse alla nascita del nuovo governo e mi sono domandato se la maggioranza giallo-rossa possa effettivamente farsi promotrice di una nuova riforma istituzionale. Forse, cercando il giusto compromesso, potrà farlo.

 

Si dovrebbe innanzi tutto portare avanti il disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati lo scorso 31 Luglio recante modifiche per l’età necessaria per votare ed eleggere anche i componenti del Senato, abbassandola da venticinque a diciotto. 

 

L’elettorato attivo diverso tra le due camere avrebbe senso in un bicameralismo differenziato, dove magari una camera ha più poteri rispetto all’altra, ma in un bicameralismo paritario è inutile, per quale motivo una parte di cittadini e cittadine non devono aver diritto ad eleggere il Senato?

 

Bisognerebbe poi provare ad abbassare anche l’età per l’elettorato passivo, ovvero l’età necessaria per essere eletti. Per il Parlamento l’età ideale sarebbe vent’anni dagli attuali venticinque (Camera) e quaranta (Senato), mentre per il Presidente della Repubblica l’ideale sarebbe prendere spunto dagli amici statunitensi: trentacinque anni, ben quindici in meno rispetto agli attuali cinquanta.

 

Infine, ci vuole una legge elettorale nuova, dopo il taglio dei parlamentari che sarà a breve portato a termine. Qualora si provvedesse ad adattare semplicemente il c.d. Rosatellum, nella parte maggioritaria si otterrebbero dei collegi immensi e verrebbe perciò snaturato il principio di “collegio uninominale = vicinanza ai territori”, come farebbe un eletto ad essere presente nel proprio collegio se questo è rappresentato da una grandissima porzione di territorio?

In Piemonte, ad esempio, si avrebbero 5 collegi uninominali per il Senato. L’ideale sarebbe una legge proporzionale, con una soglia di sbarramento nazionale mediamente alta, al 5% come in Germania. 

 

Continuando a sognare, nel mentre, che prima o poi arrivi in Parlamento una maggioranza che porti a casa una riforma sul bicameralismo, garantendo governabilità con una camera sola che esprima la fiducia al Governo.

Alcide De Gasperi disse “un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni”: il nuovo governo, la maggioranza giallo-rossa, è composta da politici o statisti? Lo scopriremo presto.

 

di Matteo Manfredino